L’idea di Con una rosa

“Con una rosa – hai detto – vienimi a cercare”, canta Vinicio Capossela. Siamo partiti da qui e ne abbiamo fatto la colonna sonora ideale del nostro viaggio. Quella canzone è in realtà un inno al sacrificio d’amore (ricordate “L’usignolo e la Rosa” di Oscar Wilde?) ma contiene molto altro.

E poi c’è la festa di San Giorgio in Catalogna: il 23 aprile (che è anche il giorno in cui sono nati Shakespeare e Cervantes) la tradizione vuole che gli innamorati si scambino un libro e una rosa.

Amare i libri è una cosa, ma azzardarsi a venderli, di questi tempi, sembra una pazzia. Le librerie – dicono in molti – non si sostengono senza aperitivi, pranzi e cene. I libri, insomma, non si vendono più da soli. D’accordo, allora raccogliamo la sfida, e accanto all’insegna “libreria” non abbiniamo cibo ma fiori. E stiamo a vedere cosa succede.

I fiori si sfogliano, come i libri.
I fiori sono ideali per un regalo a se stessi e agli altri. Come i libri.
I fiori parlano a tutti, e a tutti sanno regalare un’emozione. Come i libri.
I fiori ci aiutano a stare al mondo e nell’armonia delle loro differenze ci ricordano quanto ricca e varia possa essere la nostra vita.

La nostra vita, inimmaginabile senza i libri.
La nostra vita, migliore con una rosa.